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Il ruolo della psicomotricità

Il Centro Studi > 3) La scuola dell'infanzia

 

Il ruolo della psicomotricità

 
     

L'attività motoria costituisce, nell'attuale scuola dell'infanzia, il primo dei "campi di esperienza educativa" elencati nei suoi “Orientamenti” (1).

Questo dimostra un'evidente valorizzazione della corporeità e della motricità, dalle quali non si può mai prescindere quando ci si trova nell'ambito del processo educativo del bambino.
L'educazione motoria, infatti, contribuisce in maniera determinante allo sviluppo integrale e ottimale della personalità dei più piccoli.
Il corpo, l'oggetto, l'azione, il gesto, l'io, l'altro, la percezione, il pensiero, l'espressione, l'affettivo, il razionale, l'immaginario, a questa età sono talmente legati e connessi gli uni con gli altri, che davvero è possibile pensare di "EDUCARE" attraverso il MOVIMENTO. Quindi l'educazione generale della persona, intesa come azione globale mirante a stimolare e incanalare le naturali tendenze conoscitive e culturali dell'uomo, non può fare a meno di identificarsi anche con l'educazione psicoche ne diventa, inizialmente, mezzo insostituibile.
Il bambino, attraverso le esperienze motorie, viene a conoscenza della sua struttura anatomica, della funzionalità dei suoi organi e delle sue possibilità di movimento, utilizzabili anche per i rapporti e le relazioni con il mondo esterno.
Egli, inoltre, impara ad avere sempre più autonomia e padronanza di sé, consolida il senso dell'iniziativa e della creatività, arricchisce la sua sfera culturale con la conoscenza dell'ambiente e degli altri, migliora la sua competitività soddisfacendo il suo naturale bisogno di affermazione.
L'educazione motoria, quindi, oltre a garantire una crescita fisica e psicologica armonica, favorisce i processi di apprendimento e il conseguimento di abilità logicomigliora il grado di socializzazione e rappresenta uno strumento e un veicolo insopprimibile di comunicazione.
Il riferimento al movimento come attività avente forma e contenuto espressivo e comunicativo, ossia come linguaggio non verbale dotato di un proprio alfabeto, colloca l'educazione motoria sullo stesso piano dell'educazione di qualsiasi altro linguaggio, dandole la stessa importanza e ponendola allo stesso livello di tutte le altre attività.
Infatti, con l'educazione psicoè possibile migliorare qualità quali: l'intelligenza, la capacità di ragionamento e di riflessione, quella di attenzione e di memoria.
La motricità inoltre è “espressione”, poiché rivela un certo modo di essere della personalità del bambino, ne estrinseca i bisogni, le emozioni, i sentimenti e i pensieri.
Per questo l'attività motoria risulta essere anche un ottimo mezzo di approccio e di intervento per la conoscenza, lo studio e lo sviluppo delle qualità psicodel fanciullo.
Infine è d'obbligo ricordare che l'educazione psicoha la sua massima espressione nel GIOCO, attraverso il quale il bambino trova l'appagamento delle sue motivazioni, dei suoi bisogni e delle sue esigenze personali.
L'aspetto ludico dunque costituisce il motivo conduttore di tutta l'attività motoria del bambino: per questo è assolutamente necessario che non venga mai tralasciato, soprattutto al fine di una migliore accettazione delle proposte e un miglior apprendimento. Infatti il bambino sembra interiorizzare molto più velocemente e stabilmente le attività legate a vissuti emotivamente positivi, partecipati e autentici.
Proprio per questo motivo le proposte pratiche devono essere sempre divertenti, gioiose, attivanti e ludiformi, per stimolare così al meglio la curiosità, l'interesse e l'attenzione di tutti i bambini.

(1) "I1 corpo e il movimento" paragrafo 2a.


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